Il parto è un’espulsione?

Gli incontri di accompagnamento alla nascita come strumento per vivere il parto come un incontro tra madre e bambino

Viviamo un tempo strano, un tempo fuori dal tempo. Un tempo in cui le conoscenze e le scoperte in campo medico-scientifico corrono così veloci da non riuscire quasi a starvi al passo. Un tempo in cui a dispetto di tutto questo, la conoscenza della gravidanza e della nascita sono lontane dalla verità, dal sentire, da quel sapere arcaico e ancestrale che caratterizzava le nostre ave, le nostre radici.

La donna oggi vive la gravidanza in funzione di un esame ematico o di un’ecografia che possa, meglio di lei, indicarle se tutto sta procedendo per il verso giusto. Vive questo momento della sua esistenza in balìa dell'onda della medicalizzazione, della delega, dello spoglio delle sue competenze e intuizioni.
Lo stesso marasma ha portato a modificare sempre più il concetto di "portare in grembo", del prima e soprattutto del dopo. Ha modificato l'aspettativa, l'attenzione e il rispetto di momenti preziosi che sembra un reato aver deturpato.


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