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I saperi del sangue delle donne, maestre di sé stesse

Editoriale della direttrice Anna Maria Rossetti, tratto dal numero 3 della rivista Archimetra sul tema dei saperi del sangue delle donne, maestre di sé stesse.

C’è un filo rosso che lega indissolubilmente le donne tra loro…

…che scandisce le loro vite e che lega le ostetriche ai passaggi fondamentali della vita delle donne. Sanguinare senza morire, sanguinare senza essere ferite e senza ammalarsi era un attributo considerato magico nell’antichità. Le ostetriche storicamente e forse preistoricamente sono le figure vicine alle donne, hanno quindi da sempre avuto l’osservatorio privilegiato e l’autorizzazione a maneggiare i “fatti del sangue”. Se pensiamo alla trasmissione di sapere che le donne hanno portato con la rivoluzione sessuale degli anni ’70, sulla sessualità, sull’anatomia, sulla fertilità, dobbiamo pensare che ancora è acerba la trasmissione del sapere sui fatti del sangue.

La mancanza di trasmissione dei saperi del sangue ha impoverito le donne

Menarca e mestruazione sono due dei sanguinamenti di cui si incomincia un po’ di più a parlare, sanguinamenti fisiologici, ma ancora molti sono quelli sconosciuti o letti soltanto attraverso la lente sanitaria e spesso patologica. La mancanza di trasmissione dei saperi del sangue, cioè la condivisione e la normalizzazione dei sanguinamenti fisiologici e parafisiologici del corpo femminile, e gli strumenti per gestirli, ha impoverito le donne.

Il quinto segno vitale

Ed ecco che il sangue diventa, nella mestruazione, il quinto segno vitale; il sanguinamento da impianto un messaggero di terreno fertile, le perdite da parto, puerperali e abortive, manifestazioni di competenze uterine. Con il sangue impariamo, scopriamo cose nuove di noi, dei processi quali crescita, maternità e invecchiamento, veniamo proiettate in avventure, in strade per noi nuove e ignote ma che sono già state percorse da tutte le donne che ci hanno precedute.

Il sangue non viene soltanto per raccontarci che cosa è successo nel nostro corpo un attimo prima, ma ci guida e ci proietta verso il futuro, verso quello che accadrà dopo. A volte ci forza speditamente verso trasformazioni inevitabili: le annuncia, le dichiara, anche se la mente non è pronta il corpo sì! Utero e ovaie sì! Connesse con l’ipotalamo: diapason della nostra vita sulla terra.

Il sangue reclama attenzione

A volte con il sangue ci veniamo a patti, costringendoci a imparare di noi cose che non volevamo, a prenderci cura di noi stesse in momenti in cui di noi ci siamo dimenticate; o più spesso, come avviene alle donne in tutte le società moderne e rurali, quando ci siamo messe da parte. È così che salute e cultura si incontrano nei saperi del sangue femminile. E il sangue reclama attenzione! È rosso! (lo avessero fatto beige!) E in più non sta fermo: scorre! E come pretendiamo noi donne di essere trasparenti nella nostra vita, di ignorarci, quando questo rosso fuoriesce a ogni passaggio archetipico, a ogni occasione vitale?

“Le mestruazioni stanno alla donna come la rotazione sta la Terra.”

E come possiamo pensare di restare ferme, ancorate a un’immagine stereotipata di noi stesse, quando il sangue ci rimescola ciclicamente, imprimendo una costante rotazione attorno al nostro asse. Le mestruazioni stanno alla donna come la rotazione sta la Terra. In questa ciclicità, menarca, parto, aborto, menopausa sono le rivoluzioni terrestri attorno al Sole. Siamo un pianeta che compie rivoluzioni attorno a trasformazioni archetipiche, mentre dentro di noi ruotano le stagioni. In questo numero di Archimetra abbiamo deciso di trattare tutti quei sanguinamenti che sono fisiologici nelle vite delle donne ma che attivano dentro di noi (professioniste e donne) un’allerta, laddove manchi la loro comprensione e la loro conoscenza intima. Tra questi ci sono i sanguinamenti della gravidanza, del climaterio e anche dell’aborto spontaneo, parte della vita delle donne.

Non tutto il sangue è uguale

Per arricchire i nostri saperi del sangue, andremo a scoprire che non tutto il sangue è uguale: ci può parlare la lingua della salute mestruale come della disarmonia uterina: il sangue, a seconda del colore, della frequenza, della consistenza o nella sua assenza, diventa una bussola per ciascuna donna per orientarsi nella cura di sé. La parola chiave è individualità, comprensibile solo attraverso un’osservazione globale della salute della persona in relazione al sanguinamento. In tutte le culture è noto che quando l’utero di una donna sanguina, che sia per il mestruo, nel dopo parto, o per via di un aborto precoce, la donna ha bisogno di calore e di quiete. Il calore che si intende è sia umano sia fisico, che viene attraverso la protezione dalla dispersione termica, la reintegrazione di fluido caldo, la protezione dalla dispersione di energie fisiche e mentali e dagli stressori. Il calore e la cura (o autocura) permettono alla persona di integrare nella propria vita l’esperienza che sta vivendo, concedendole un tempo sospeso, una pausa, nella quale i processi psiconeuroendocrini si possano riorganizzare al meglio.

Lo stress condiziona il sangue

Lo stress è uno dei fattori ambientali che condiziona il modo in cui sanguiniamo. In quest’ottica non si può parlare di sanguinamenti fisiologici, parafisiologici e di variabilità individuali, senza parlare di cultura. I saperi che il sangue porta con sé sono essenzialmente i nostri bisogni: la condivisione, il non isolamento, le altre donne, il calore, la cura di sé, il volersi bene. Ma non solo: il sangue ci porta dentro di noi, a misurarci costantemente con la nostra corporeità e con la salute mentale delle persone che sanguinano nelle nostre società.

L’ostetrica, prendendosi cura dei corpi che sanguinano, si prende cura dei processi archetipici, e lo fa con strumenti integrati, molti dei quali, dalle erbe ai trattamenti ai rimedi naturali, sono presentati in questo numero.

Lo sguardo dell’ostetrica sui sanguinamenti femminili può ed è necessario che sia salutogenico, psiconeuroendocrinoimmunitario (PNEI), femminista e inclusivo, poiché diventa lo sguardo con cui le donne guardano a sé stesse, possono riscoprire il proprio sangue come prezioso interlocutore e, così facendo, riappropriarsi della competenza di sé. Questo numero è dedicato all’empowerment delle ostetriche come “maestre di sangue”, affinché portino empowerment nella vita delle donne, maestre di sé stesse.

I saperi del sangue – Archimetra #03

25,00

Archimetra 3: I saperi del sangue | Empowerment ostetrico tra salute e cultura Copia cartacea, 80 pagine.

I saperi del sangue – Archimetra #03 Digitale

15,00

Archimetra 3: I SAPERI DEL SANGUE . Empowerment ostetrico tra salute e cultura. Copia digitale.