Partorire: individualità dei pattern di travaglio.
Editoriale della direttrice Anna Maria Rossetti, tratto dal numero 4 della rivista Archimetra sul tema del sistema perineo: educazione, rieducazione e cura perineale in ottica PNEI. Il perineo: curarlo vuol dire curare tutto di sé.
La prima consulenza di salute pelvica
Quando una donna si approccia per la prima volta ad una consulenza di salute pelvica, di solito avviene poiché un problema, nella sua vita perineale, si è presentato, e lo ha fatto in modo tale da non poter essere ignorato. Molto spesso il “problema” è emerso dopo una vita passata a normalizzare disturbi fisici per mandato sociale, o un rapporto con la propria genitalità inquinato da educazione familiare repressiva e da esperienze traumatiche. Una donna che giunga all’ambulatorio comincerà a raccontare il “problema” emerso, poiché questo è sempre il punto di partenza. Ma scavando nella sua storia sarà facile riscontrare una vita di esposizione a infiniti fattori di rischio, tutti sottostanti due grandi ombrelli, macro-fattori di rischio per la salute pelvica perineale femminile nel mondo: abusi sessuali o paura di subire abusi sessuali ed essersi dissociata dal proprio perineo (cioè aver messo da parte i propri bisogni essenziali).
La capacità appresa di zittire il perineo
Si scopre così che per la maggior parte delle donne è normale urinare e defecare con pressioni di tempo, vivere nella mancanza di piacere sessuale, provare dolore nei rapporti sessuali, o addirittura tollerare rapporti sessuali coito-centrici senza eccitazione.
Si scopre che molte donne hanno messo da parte il proprio perineo, zittendo il dolore e con esso il piacere, turandosi il naso davanti all’angustia, chinando il capo alla coercizione. Quel perineo parlava troppo per portarlo con sé in una vita fatta di sopportazione, e quindi è stato silenziato, così da non dare fastidio.
Ma cosa dice il perineo di così difficile da ascoltare?
Quale sconvolgimento porterebbe nella vita della donna se fosse ascoltato?
Vulva, vagina, perineo, ano, uretra, clitoride sono le antenne attraverso cui il sé percepisce il senso di “casa” intesa come luogo fisico e simbolico in cui la salute globale è garantita da due fattori: senso di sicurezza (ambientale e relazionale) indispensabile all’espressione di sé e alla crescita e nutrimento (sensoriale e fisico) indispensabile alla vita. Sensore istintivo del nostro rapporto con le persone, con il nostro corpo, con il luogo che abitiamo, il perineo non mente mai. Per questo curarlo vuol dire curare tutto di sé. La sua istintività costringe a mettere in discussione costantemente norme sociali, dogmi religiosi, scelte di vita.
La percezione del senso di “casa”
Il senso di casa (tana/rifugio per molti animali) è un bisogno primario per il funzionamento fisiologico delle nostre azioni escretorie e sessuali. Sentirsi a casa nel proprio corpo, sentirlo familiare come solo il proprio luogo del cuore può essere, riconoscersi nel proprio piacere (genitale ma non solo), nelle cose che ci danno gioia e che plasmano la nostra identità: è un’astrazione del concetto di casa portato dal perineo. Nella sessualità, la familiarità nelle proprie risposte di piacere plasma il nostro senso di appartenenza a noi stesse e, se estendiamo la familiarità alle persone con cui condividiamo il piacere, questa plasmerà il nostro senso di appartenenza nelle relazioni.
Conoscere il proprio corpo come casa significa anche sapere riconoscere i propri disturbi sentinella di distress, quei sensori preziosi che ci inducono a fermarci e a prenderci cura di noi. Per le donne la perdita del senso di casa coincide con la perdita del proprio perineo come casa dell’anima, è una disconnessione più spesso lenta e graduale che, come per la rana nella pentola d’acqua messa sul fuoco, quando ce ne si accorge è già molto tardi. A volte la disconnessione avviene rapidamente, causata da una violenza: abuso sessuale, abusi infantili, violenza ostetrica.
Il perineo, luogo di complessità istintive per antonomasia nel corpo, ha bisogno di sicurezza
Indagando la salute pelvica perineale si scopre che molte donne non si sentono a casa nel luogo in cui abitano. Il perineo smette di essere la fonte del proprio riconoscimento di sé e dei propri bisogni primari di sicurezza e nutrimento e ci si ritrova a vivere in un ambiente in cui questi bisogni non sono esauditi, non sono nemmeno presi in considerazione: si struttura un’intera vita sull’oblio di sé. La cultura patriarcale ha nutrito per millenni questa narrazione di un femminile votato al sacrificio per il benessere altrui (maschile, sociale, dei figli). Per molte donne lo spazio privato, soprattutto se si è mogli e madri, non esiste o se esiste ha confini così sfumati da non avere vere definizioni.
I paletti che stabiliscono identità e bisogni vengono continuamente spostati, scavalcati, sacrificati dall’impegno verso gli altri. Il perineo è l’emblema di quei paletti: la nostra casa necessita di porte per poter determinare chiaramente chi e quando accogliere e chi tenere fuori, quando è bene trattenere e quando è sano lasciare andare o espellere con convinzione. Non di rado le donne che hanno perso la salute perineale hanno perso di vista sé stesse in modo cronico, tanto da non sapersi più ascoltare. O peggio: in una perdita cronica della propria autostima cominciano a credere che stabilire limiti per la propria salute fisica, mentale e spirituale, non valga veramente la pena.
Avere un perineo debole (perché ipertonico o ipotonico) spesso coincide con la sensazione di non avere il controllo della propria vita. Gli argini della volontà sono deboli e frangibili, nulla è dato per assodato, nemmeno la dignità dei propri “No”.
Il perineo: curarlo vuol dire curare tutto di sé.
L’educazione salutogenica alla salute perineale
In questo numero di Archimetra dedicato all’educazione perineale, tanta parte è dedicata proprio al perineo come significante più ampio che una serie di muscoli, nel tentativo di destrutturare la semplificazione anatomista che vede il perineo femminile costantemente comparato a quello maschile, rispetto al quale è fragile ed è da rinforzare con esercizio muscolare dedicato. Vogliamo parlare invece dell’indispensabilità della percezione di sé, dell’immagine di sé attraverso il proprio perineo e della gioia, nel canto e nel respiro vivificante, che ci permette di portare con consapevolezza il nostro perineo nel mondo: questa è la vera educazione salutogenica che in questo numero abbiamo provato a dare. Nella consapevolezza che, per quanto facciamo per il nostro perineo, c’è sempre margine per fare di più!
Partorire: individualità dei pattern di travaglio
Il sistema perineo – Archimetra #04
Archimetra 4: Il sistema perineo | Educazione, rieducazione e cura perineale in ottica PNEI Copia cartacea, 72 pagine.
Il sistema perineo – Archimetra #04 Digitale
Archimetra 4: Il sistema perineo | Educazione, rieducazione e cura perineale in ottica PNEI Copia digitale, 72 pagine.